Vittime di Genova, sacrificate sull’altare del “produttivismo”

di Enrico GaloppiniEuropeanPhoenixC’è una cosa che nessuno ha il coraggio di ammettere, compresi quelli che se la prendono col sindaco per non aver emesso un’ordinanza adeguata all’entità del pericolo che andava profilandosi e che le agenzie deputate al monitoraggio delle piogge e dei corsi d’acqua avevano dichiarato.

Che quel giorno, come misura precauzionale, tutti, ma proprio tutti (a parte i servizi essenzialissimi), dovevano restare a casa.

Invece, in ossequio al dio “produttivismo”, gli adulti si sono dovuti recare “regolarmente” al lavoro, ed i figli, a scuola, altrimenti i primi non avrebbero saputo come fare…

Il sindaco di Genova adesso dichiara che si sentirà sempre sulla coscienza il peso di quelle vittime che potevano essere evitate se solo avesse decretato “domani tutti a casa”.

Ma immaginiamo la canea che si sarebbe sollevata da parte dei media, i portavoce degli interessi economico-finanziari, all’indirizzo del sindaco… Le avrebbero detto di provocare un inutile “allarmismo” e l’avrebbero accusata del peccato capitale del sistema liberaldemocratico: l’arresto della “attività produttiva”!

I tg e i giornali, con tanto di consulenza di “esperti”, si sarebbero scatenati nel dimostrare, cifre alla mano, le “perdite”, la “catastrofe economica” causata alla “produzione” da un provvedimento di chiusura totale preso da un sindaco coscienzioso.

Il quale sindaco – come ogni “rappresentante” delle liberaldemocrazie – è stato eletto… con l’appoggio determinante degli stessi gruppi di potere economico-finanziario che possiedono i “media”, sebbene una retorica a senso unico ma sempre meno credibile ci ripeta che è la “volontà popolare” ad esprimere, attraverso il “libero voto”, deputati, senatori, consiglieri comunali e sindaci…

Quindi, diciamocelo francamente, fermare tutto per evitare una sciagura è una cosa che un sindaco può decretare solo a costo di mettersi contro i potenti. Eppure il “primo cittadino” dovrebbe innanzitutto tutelare – sempre stando alla retorica liberaldemocratica – proprio la maggioranza (non è la “maggioranza” che “vince” alle elezioni?). La stessa che sarebbe stata ben felice di starsene a casa perché tanto per lei non cambia nulla se la “produzione” si ferma per un giorno!

Ma questa a-normalità, questo sovvertimento della pura e semplice logica che consiglierebbe di ‘ascoltare’ ed ‘osservare’ quel che accade intorno a noi, i “segni” che la Natura ci manda, comportandoci di conseguenza, è la medesima che presiede all’assurdità per cui che sia estate o che sia inverno, l’orario di lavoro è sempre lo stesso, quando invece per vivere bene (si fa un gran parlare di “benessere”) dovremmo adeguarci ai ritmi delle stagioni. Si dirà che queste sono solo fantasie da chi ha idealizzato un passato “bucolico” che non è mai esistito. Eppure… si rifletta un attimo: cosa viene prima, che cosa è più importante, soprattutto agli occhi del Creatore di tutte le cose, la “produzione” o l’uomo (il suo “rappresentante sulla terra” fatto “a Sua immagine”)?

La “produzione” è uno strumento, non il fine, pertanto se fa buio presto si deve dormire presto, se fa buio tardi è segno che si può restare svegli più a lungo; se nelle ore centrali fa un caldo opprimente significa che ci si deve riposare… e invece no: sempre gli stessi orari, e per sopravvivere in ufficio alle due del pomeriggio dosi da cavallo di “aria condizionata”!

Non parliamo poi dei “turni di notte” e di altri crimini perpetrati in nome del dio produttivista… Non ultima la separazione dei figli dalle proprie madri sin da tenerissima età, perché le stesse madri “devono lavorare”!

Questi sono “segni” per coloro che hanno intelletto affinché capiscano che così non va proprio. E non va nemmeno riempire tutto di cemento, costruire dappertutto, speculare ad ogni costo su ogni centimetro quadrato di “terreno edificabile”…

Se queste sciagure possono avere una loro “utilità”, si fa per dire, è che si rifletta sul “segno” che rappresentano, ponendo al più presto rimedio, ovvero ravvedendosi e invertendo la ‘direzione di marcia’. Altrimenti queste ‘divinità’, o meglio questi demoni, tra cui quello della “produzione”, esigeranno sempre nuove vittime sacrificali.

Fonte: EuropeanPhoenix

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