Attacco nucleare USA alla Libia?

ATTACCO NUCLEARE PROGRAMMATO DELL’AMERICA SULLA LIBIA?

MICHEL CHOSSUDOVSKY – Globalresearch.ca

traduzione ilupidieinstein.blogspot.com

Una guerra in Libia è stata nei piani  del Pentagono per più di 20 anni. L’utilizzo di armi nucleari nei confronti della Libia fu preso in considerazione, per la prima volta, nel 1997.

Il 14 aprile 1986, Ronald Reagan ordinò una serie di bombardamenti contro la Libia sotto la voce “Operazione El Dorado Canyon”, per rappresaglia contro un presunto attentato terroristico, appoggiato dalla Libia, in una discoteca di Berlino. Il pretesto era una montatura. Durante questi raid aerei, che furono condannati da Francia e Italia, la residenza di Gheddafi fu bombardata e morì la sua figlia minore.

A malapena riconosciuto dai media occidentali, un attacco pianificato sulla Libia con armi nucleari, è stato preso in considerazione dall’amministrazione Clinton nel 1997, al culmine dello scandalo Monica Lewinsky.

Il Dipartimento della Difesa aveva sviluppato una nuova generazione di armi nucleari tattiche bunker buster da usare in Medio Oriente e Asia centrale:

“Gli Ufficiali militari e i direttori dei laboratori  americani di armi nucleari [avevano] esortato gli Stati Uniti a sviluppare una nuova generazione di armi nucleari di precisione a basso potenziale … che avrebbero potuto essere utilizzate in conflitti convenzionali con paesi del terzo mondo.” (Federation of American Scientists , 2001, enfasi aggiunta)

La B61-11, arma a testata nucleare che puo penetrare nel terreno, non era stata testata. Faceva parte della serie B61, insieme alla cosiddetta testata nucleare a “basso rendimento”. Secondo fonti militari americane: “Se usato in Corea del Nord, il fallout radioattivo [della B61-11] potrebbe sconfinare nei paesi vicini, come il Giappone”. (B61-11 Earth-Penetrating Weapon, Globalsecurity.org).La B61-11 versione della B61 che puo penetrare nel terreno è stata configurata inizialmente per avere un “basso” rendimento di 10 kiloton, 66,6 per cento della bomba di Hiroshima, per operazioni militari post-Guerra Fredda in Medio Oriente e Asia Centrale.

Il Piano del Pentagono per un bombardamento atomico sulla Libia

L’arma nucleare tattica B61-11 fu presa in considerazione dal Pentagono per essere utilizzata nel 1997 contro il “regime di Gheddafi”:

“Alti funzionari del Pentagono accesero una polemica alla fine di aprile [1997], suggerendo che l’arma nucleare con capacità di penetrare nel terreno] [sarebbe stata presto disponibile per un possibile uso contro una sospetta fabbrica chimica sotterranea in costruzione da parte della Libia a Tarhunah. Questa malcelata minaccia avvenne appena undici giorni dopo che gli Stati Uniti avevano firmato il Trattato African Nuclear Weapons Free Zone, destinato a proibire ai firmatari di usare o minacciare di usare armi nucleari contro qualsiasi altro firmatario, compresa la Libia “. (David Muller, Penetrator N-Bombs,  International Action Center, 1997)

Tarhunah ha una popolazione di oltre 200.000 persone, uomini, donne e bambini. Si trova a circa 60 km a est di Tripoli. Se questa “bomba umanitaria” (con una “rendimento” o  capacità esplosiva di due terzi della bomba di Hiroshima) fosse stata lanciata su questo “sospetto” impianto WMD, avrebbe provocato decine di migliaia di morti, per non parlare del  fallout radioattivo…

L’uomo dietro a questo progetto diabolico per bombardare la Libia era l’Assistente Segretario alla Difesa Harold Palmer Smith Junior. “Anche prima dell’entrata in funzione della B61, la Libia era stata identificata come un potenziale obiettivo”. (Bollettino degli Scienziati Atomici – settembre/ottobre 1997 , p. 27, enfasi aggiunta)

Harold Palmer Smith era stato nominato dal presidente Bill Clinton per sorvegliare programmi di difesa nucleare, chimica e biologica con particolare attenzione alla “riduzione e mantenimento dell’arsenale di armi nucleari degli Stati Uniti”. Fin dall’inizio, il suo vero mandato, non era “ridurre”, ma “incrementare” l’arsenale nucleare, promuovendo lo sviluppo di una nuova generazione di mini-bombe  “innocue” da usare nel teatro di guerra mediorientale.


Harold Palmer Smith Junior

“Testare” la Bomba Nucleare B61-11 su un paese reale

L’obiettivo del Dipartimento della Difesa dietro consiglio di Harold Smith era quello di  “testare” più velocemente e direttamente la bomba nucleare B61-11 su un paese vero e proprio:

Cinque mesi dopo aver chiesto un’accelerazione del programma di produzione della B61-11,  [l’Assistente Segretario alla Difesa] Harold Smith dichiarò pubblicamente che l’Air Force avrebbe usato la B61-11 [arma nucleare] contro il presunto impianto sotterraneo di armi chimiche della Libia a Tarhunah, se il Presidente avesse deciso che l’impianto doveva essere distrutto.“Non possiamo mettere [Tarhunah] fuori uso utilizzando solo armi convenzionali,” disse Smith alla Associated Press. La B61-11 “sarebbe l’arma nucleare preferita”, disse Jane’s Defence Weekly.

Smith rilasciò la dichiarazione in  un’intervista, nel corso di una colazione con i giornalisti, dopo che il segretario alla Difesa William Perry, in precedenza, aveva detto ad un’audizione su armi chimiche e biologiche presso la Commissione per le Relazioni Estere del Senato, che gli Stati Uniti mantenevano l’opzione di usare armi nucleari contro i paesi armati con armi chimiche e biologiche.
( http://www.nukestrat.com/us/afn/B61-11.htm, enfasi aggiunta)

Mentre il Pentagono più tardi negò la sua intenzione di bombardare l’impianto libico di Tarhunah, confermò comunque che “Washington non esclude l’uso di armi nucleari [contro la Libia]”. (Ibid., enfasi aggiunta).

Bombe nucleari e mini-bombe nucleari: Iraq e Afghanistan

L’esercito americano sostiene che le  “mini-bombe nucleari” sono “bombe umanitarie” che minimizzano i “danni collaterali”. Secondo il parere scientifico  del Pentagono, sono “innocue per la popolazione civile circostante perché l’esplosione avviene sotto terra”

La B61-11 è una vera e propria bomba termonucleare, un’arma di distruzione di massa (WMD), nel vero senso della parola.

I documenti militari distinguono tra bombe Nuclear Earth Penetrator (NEP) e “mini-atomiche”, che sono armi nucleari con una potenza inferiore a 10 kilotoni (due terzi della bomba di Hiroshima). La NEP può avere un rendimento fino a 1000 chilotoni, cioè settanta volte la bomba di Hiroshima.

Questa distinzione tra mini-atomiche e NEP è per molti aspetti fuorviante. In pratica non c’è linea di demarcazione. Si tratta largamente dello stesso tipo di armamenti: la B61-11 ha parecchie “potenze disponibili”, da “basso rendimento” meno di un kiloton, fascia media, fino alla bomba da 1.000 kiloton.

In tutti i casi, il fallout radioattivo è devastante. Inoltre, la serie di armi termonucleari B61 comprende diversi modelli con caratteristiche ben distinte: la B61-11, la B61-3, B61-4, B61-7 e B61-10. Ognuna di queste bombe ha parecchie “potenze disponibili”.

Quella prevista per l’attuale teatro è una bomba a “basso rendimento” da 10 kt, due terzi della bomba di Hiroshima.

L'”Opzione nucleare” del 1997 per la Libia, aveva preparato il terreno …

Né Bush né le amministrazioni di Obama hanno escluso l’uso di ordigni termonucleari bunker-buster nel teatro di guerra mediorientale. Queste armi sono state specificamente sviluppate per l’utilizzo in “conflitti convenzionali con paesi del terzo mondo” post Guerra Fredda. Sono state approvate per l’uso nel teatro di guerra convenzionale dal Senato degli Stati Uniti nel 2002, in seguito all’adozione della Nuclear Posture Review del 2001.

Nel mese di ottobre 2001, sulla scia dell’11/9, il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld auspicò l’uso della B61-11 in Afghanistan. Gli obiettivi indicati erano le caverne bunker di Al Qaeda nelle montagne di Tora Bora.

Rumsfeld affermò allora che, nonostante le bombe “convenzionali” bunker-buster “‘sarebbero in grado di fare il lavoro … lui non escludeva l’eventuale utilizzo di armi nucleari.” (Citato dallo Houston Chronicle, 20 ottobre 2001, enfasi aggiunta).

L’uso della B61-11 fu preso in considerazione anche durante il bombardamento e l’invasione dell’Iraq del 2003. A questo proposito, la B61-11 è stata descritta come “una precisa arma nucleare a basso potenziale che puo penetrare nel terreno contro obiettivi sotterranei di alto valore”, che comprendevano i  bunkers sotterranei di Saddam Hussein:

“Se Saddam era senza dubbio l’obiettivo di più alto valore in Iraq, allora era l’occasione giusta per l’utilizzo di un’arma nucleare come la B61-11 per assicurare la sua uccisione e decapitare il regime.” (Defense News, 8 dicembre 2003, il corsivo )

“Tutte le opzioni sono sul tavolo” … pura follia. Bombe nucleari per attuare il  “cambiamento di regime” … Quello che Rumsfeld aveva proposto, come parte di un “mandato umanitario”, fu l’uso di una bomba nucleare per “fare fuori” il presidente di un paese straniero.
(Nota dell’autore: non esiste prova documentale che la B61-11 sia stata utilizzata contro l’Iraq).

Un attacco nucleare alla Libia è ancora sul Tavolo da Disegno del Pentagono?


“La Coalizione dei volenterosi” sotto mandato USA-NATO è attualmente impegnata in una “guerra umanitaria” alla Libia per “proteggere la vita dei civili innocenti”.
L’uso di una bomba nucleare è escluso sotto la dottrina Responsabilità di Proteggere R2P dell’alleanza?

La dottrina sul nucleare dell’amministrazione Bush nel 2001 conteneva specifiche “linee guida” in materia di attacchi nucleari “preventivi” contro diversi paesi nella più vasta regione del Medio Oriente, dell’Asia centrale, che non includevano esplicitamente  la Libia.
Come rivelato da William Arkin nei primi mesi del 2002, “L’amministrazione Bush, in una segreta revisione politica … [aveva] ordinato al Pentagono di progettare piani di emergenza per l’uso di armi nucleari [La Nuclear Posture Review 2001 approvata dal Senato a fine 2002] contro almeno sette paesi, nominando non solo la Russia e l'”asse del male” – Iraq, Iran e Corea del Nord – ma anche Cina, Libia e Siria. (Cfr. William Arkin, “pensare l’impensabile”, Los Angeles Times, 9 marzo 2002)

Inoltre, al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è stato detto di prepararsi alla possibilità che le armi nucleari possano essere necessarie in qualche  futura crisi arabo-israeliana. Si devono sviluppare piani per l’utilizzo di armi nucleari per rappresaglia contro attacchi chimici o biologici, così come “sorprendenti sviluppi militari” di natura non specificata. Queste e una serie di altre direttive, comprese le richieste per lo sviluppo di mini-bombe anti-bunker e armi nucleari che riducono i danni collaterali, sono contenute in un documento ancora riservato chiamato il Nuclear Posture Review (NPR), che è stato consegnato al Congresso l’8 Gennaio. (Ibid.)

La dottrina nucleare preventiva (DJNO) – approvata dall’amministrazione Obama – consente l’uso preventivo di armi termonucleari in teatri di guerra convenzionali nei confronti di “stati canaglia”. Mentre le “linee guida” non escludono altre (molto più devastanti) categorie di armi atomiche dell’arsenale nucleare USA/NATO, gli “scenari” del Pentagono in Medio Oriente e Nord Africa sono attualmente limitati all’uso di armi tattiche nucleari, compresa la bomba bunker buster B61-11.

Il fatto che la Libia era stata individuata dal Pentagono per un possibile  “test” della mini-bomba nel 1997 è stato un elemento significativo nella formulazione della Nuclear Posture Review (NPR) del 2001.

Vale la pena notare che le armi nucleari tattiche B61 sono in possesso anche dei partners dell’America che sono nella NATO: cinque “stati non-nucleari” europei, tra cui Belgio, Olanda e Italia, che stanno partecipando direttamente alla campagna di bombardamento della Libia, hanno mini-bombe B61 stoccate e distribuite sotto il comando nazionale nelle loro rispettive basi militari. (Michel Chossudovsky, I cinque “Stati Europei con Armi Nucleari non dichiarate“,  10 febbraio 2010)

Queste mini-bombe situate in Europa sono destinate ad obiettivi in ​​Medio Oriente. Mentre la Libia non è menzionata, secondo “piani d’attacco NATO”, le bombe termonucleari “bunker buster” B61 che sono in Europa potrebbero essere lanciate “contro obiettivi in Russia o nei paesi del Medio Oriente come la Siria e l’Iran” (citato in National Resources Defense Council , le armi nucleari in Europa, febbraio 2005).

Nel contesto della guerra in corso contro la Libia, “tutte le opzioni sono sul tavolo”, compresa l’opzione nucleare preventiva, come parte di un “mandato umanitario” per proteggere la vita di civili innocenti.

Nel 2007, è stato rivelato un piano segreto STRATCOM del 2003, che ha confermato la decisione di Washington di attuare attacchi nucleari preventivi contro l’Iran, la Siria e la Libia. Mentre i concetti e le ipotesi di questo documento sono stati ricavati dalla NPR del 2001, il Piano Strategico formulato dal quartier generale del comando (USSTRATCOM) si è concentrato concretamente sulle questioni di attuazione.

L’uso di armi nucleari, compresa la B61-11 contro la Libia nel corso dell’attuale campagna militare, come inizialmente previsto dal Dipartimento della Difesa nel 1997 e successivamente incorporata nella Nuclear Posture Review (NPR) non può, pertanto, essere esluso.

Michel Chossudovsky
Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24049
Traduzione a cura di DAKOTA JONES: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/04/attacco-nucleare-programmato-dell-sulla.html

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